lunedì 14 luglio 2008

vivere viaggiando, TripLuca.com


Scrivo queste righe perché un’amica mi ha chiesto di partecipare al suo blog dedicato a “tutti gli italiani dis-persi per il mondo“.
Per chi m
i legge la risposta é stata data innumerevoli volte, da innumerevoli prospettive.
I motivi per cui me ne sono andato sono, infatti, innumerevoli.


Uno dei quali forse non ho mai parlato però é il seguente: era tutto troppo facile e noioso.
La mia generazione fortunata, é stata abbastanza sfigata.
Non ci hanno dato la fame, la guerra o un declino economico.
Dopo un’infanzia nella bambagia (che va anche bene), ci siamo ritrovati in un’adolescenza senza problemi, veri (che non va bene).
Niente lotta per la sopravvivenza, niente traumi sociali, solo un benessere materiale ogni anno in aumento.
La conseguenza? Debolezza, paure e sottomissione.


A 17 anni già sentivo il bisogno di partire, non solo per divertirmi e fare l’amore con qualche ragazza (in Italia non la davano per decreto, all’estero la davano per legge costituzionale), ma soprattutto per crearmi dei problemi, risolverli e crescere.


Poi, come succede sempre, ho trovato anche cose che non stavo cercando e l’Italia per me é diventato il simbolo della vita residente, piena di problemi falsi e assurdi, noiosa, borghese e consumista.



Se non fossi italiano, credo che viaggerei qui un sacco, e amerei questo paese come forse nessun altro.

L’Italia é uno dei più bei paesi al mondo, ve lo dice un esterofilo che ne ha visti più di 40.
Purtroppo essendo il mio paese mi fa sempre arrabbiare, popolo con enormi potenzialità, ostaggio di una minoranza egoista.


E quindi viaggio, godendomi paesi tutto sommato più sfigati e perdenti dell’Italia, ma che per me rappresentano “l’altro” e il “lontano”, che possono permettersi per questo da avere anche una sola cosa bella o interessante per essere amati.





..TripLuca..

2 commenti:

Unknown ha detto...

Grande Luca! Mi piace la tua prospettiva...anche se mi fa un po' paura il fatto che tu dica che noi non siamo cresciuti nei problemi della guerra, della fame,ecc. Pero' non pensi che di problemi "veri" in Italia ce ne sono fin troppi?..(in fin dei conti anche tu lo ammetti alla fine con l'espression "popolo dalle alte potenzialità") E non pensi che, viste le tue esperienze estere, sia il caso di fare qualcosa proprio IN ITALIA per risolverli? Grazie dell'intervento. Molto gradito. Ale r

Anonimo ha detto...

Alessia,
adesso i problemi stanno venendo fuori, ma la nostra adolescenza è stata una bambagia.
Certo, adesso l'Italia ha bisogno di gente che stia a casa senò si va alla deriva.