sabato 21 giugno 2008

Vivere in Congo per fare volontariato


Marilena e Dario (26 e 27 anni) sono due amici di Varese che ho conosciuto in Ecuador, nell'estate del 2002, per un'esperienza di viaggio-missionario. Si sono sposati a giugno dell'anno scorso e pochi giorni dopo sono partiti per fare un'esperienza di due anni in Congo.
E' stata una scelta maturata nel tempo, dal carattere forte, coraggioso, perchè nel caso di questi due amici, non si è trattato di uscire dall'Italia per motivi economici o professionali.
Alla base ci sono state motivazioni profonde e di ampio respiro umano e, aggiungerei, spirituale.
Ecco che i fattori che possono spingere a lasciare l'Italia possono essere anche di ricerca, di voglia di fare esperienza di vita, superare le frontiere per conoscere e gustare fette di mondo, fatte di persone, di cose, di usanze, di abitudini.
Queste sono le parole di Marilena, che dal suo blog ci ha gentilmente scritto.

"Un'amica ci ha chiesto di scrivere qualche riga sul perchè di questa esperienza.
Molti sono i fattori che ci hanno spinto ad osare: sicuramente alla base c'è l'esperienza pregressa scout che ci ha formato al servizio ed alla conoscenza del diverso.
Fortunatamente le nostre strade si sono incrociate sin da subito, diventando un solo sentiero in direzione di interessi quali la conoscenza di altre culture, di nuovi stili di vita, di servizio al prossimo.....
E così dopo una breve esperienza in Ecuador abbiamo, negli anni, maturato l'idea di provarne un'altra di volontariato internazionale ....questa volta di coppia.
Di certo non siamo partiti con l'idea di essere indispensabili, anzi, ma è l'esperienza in se che diventa indispensabile io credo per ciascun idividuo.
Doversi obbligatoriamente confrontare con colui a cui sei diverso, ti arricchisce e solo per questo un'esperienza del genere merita di essere provata.
Poi c'è l'aspetto del volontariato: prima di partire non credevo nella cooperazione internazionale italiana, idea che mi sono fatta grazie al servizio civile, ed ora che mi trovo a contatto con realtà tali ne sono sempre più convinta del messaggio deviato che lanciano e nella realtà unicamente legato al profitto, e dunque credo che per correttezza morale, innanzitutto nei miei confronti e poi della gente che si incotra, la sola via corretta sia quella del volontariato.
Kinshasa è una città in cui gli squilibri sono lampanti, ed un cooperante lo si distingue ad occhi chiusi da un volontario e peggio da un religioso italiano ( quelli congolesi sono spesso altra razza!!!)."
Per chi fosse interessato a visitare il blog di Dario e Marilena, l'indirizzo è

www.darioemarilena.blogspot.com

Marilena e Dario: buona continuazione e GRAZIE, perchè queste esperienze contribuiscono a rendere il mondo migliore...

Nessun commento: